Garzanti, 2025
Pagine 272
ISBN: 9788811012320
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Ambientato nei Paesi Bassi, è un libro “strano” e statico, nasce però da una ragione storica molto interessante: la riappropriazione dei beni dopo la seconda guerra mondiale. A chi appartengono davvero le cose che ci circondano? Da quale famiglia proveniamo?
Dal mio punto di vista andava più sfruttata questa parte: la sezione finale del diario è molto emozionante e intensa, tutta la prima parte lunga.
Libro interessante, una storia di famiglie e di vite che si intrecciano.
La prima parte molto dettagliata e lenta. La seconda parte piú interessante e coinvolgente.
Libro a momenti scorrevoli a momenti troppo dettagliato nelle descrizioni. Nel complesso un libro che non è scontato, ti fa soffermare in diversi punti , personali , affettivi , storici. Non so se lo rileggerei, interessante ma non è un libro che mi farebbe compagnia.
Enigmatici personaggi di una famiglia con segreti e fatti storici nascosti. L´arrivo di un ´estranea cambia la loro vita. Bello, ma non entusiasmante
Avevo iniziato a leggere questo libro mesi fa, ma alla fine della seconda parte ho interrotto la lettura: con ritmo molto lento indugiava sui dettagli di una relazione anche sessuale tra le due protagoniste, senza mostrare una narrazione coinvolgente. L’ho ripreso in mano, su proposta di Liesmich e sono riuscita a finirlo: la storia che traspare sullo sfondo, con il suo valore storico (famiglia ebrea costretta a vendere la casa e il desiderio di una discendente di rientrarne in possesso,) mi è piaciuta; nel complesso anche lo stile con frasi brevi, a volte incisive nonché la capacità di tratteggiare efficacemente le due protagoniste e gli altri personaggi sullo sfondo sono risultati convincenti; rimango dell’idea che determinate parti siano state troppo lunghe e scarsamente portatrici di significato; fatico a condividere le recensioni entusiastiche che ho letto nei vari siti.
Finde das Buch mittelmässig – es kommen zwar immer wieder Teile wo man dann doch wissen will wie es weiter geht und deshalb habe ich es auch zu Ende gelesen – vielleicht etwas langatmig
Un romanzo originale e dal finale per nulla scontato. L’autrice mette in luce le due protagoniste dai caratteri opposti e affronta i temi dell’amore, della solitudine, del perdono, ma anche della sofferenza di chi ha vissuto la guerra. Ho apprezzato di più la seconda parte del libro, che mi è sembrata più dinamica e interessante, mentre la prima mi è parsa piuttosto lenta e ripetitiva. Ad ogni modo, lo consiglierei.
Una storia coinvolgente e inaspettata. Vi si mescolano i temi della passione (anche nascosta), della guerra e della segregazione razziale, sempre trattati in modo mai banale.
Mi sarei aspettata di più, piuttosto noioso
Pura sospensione fino alla fine
Forse ci sono mischiati troppi temi e sono affrontati in modo superficiale, comunque ti tiene incollato e inizialmente è difficile capire dove vorrà andare a parare. Buon libro nel complesso
È un libro che parla di solitudine, amore e perdono. Un racconto ben diverso da quello che immaginavo, ma che mi è piaciuto.
Pur essendo considerato da molti il libro dell’anno, devo dire che non mi ha conquistata. Ho apprezzato il finale. Voto 6 e mezzo
La storia parla di solitudine, di amore e del destino delle famiglie ebree nei Paesi Bassi negli anni del nazismo. È un libro che unisce questi temi e li fa diventare tuttuno.
È un libro che mi ha emozionato molto, in parte anche commosso. Abile l’autrice a smontare certi pregiudizi. Brava anche nel portare i lettori all’attenzione sulla storia dello stesso libro; storia che si sviluppa in modo totalmente diverso da come la si potrebbe immaginare all’inizio della lettura.
Voto: 7.
Se superate le prima 150 pagine scritte per descrivere in modo ossessivo un numero ridottissimo di fatti poi arriverete finalmente al cuore del libro. Se ti piace lo scrittore che dimostra di saper scrivere pagine e pagine di dettaglio e sfumature è il libro che fa per te. Onestamente su una scala da uno a dieci io lo valuto sei.